Brindo a noi, a quello che siamo o non siamo stati. Brindo a quando abbiamo deciso che ci serviva un attimo di tregua, una boccata d’aria fresca; un po’ di coraggio per dire basta, sì, “è finita”. Brindo al giorno in cui, acquistando un biglietto di sola andata, siamo stati determinati a partire e a non tornare più indietro. Anche se casa rimarrà sempre casa. Brindo ad una normalissima giornata d’Aprile, quando sul sedile posteriore di un’auto, senza esitazione dicesti «Non sento più niente quando ti guardo», ed io (che già l’avevo capito da un pezzo) dovetti arrendermi alle tue parole, lasciandoti libero di provare ad essere felice senza di me. Brindo alle nostre emozionanti vite. So che finalmente hai trovato lavoro in un pub di Milano e tutto sommato ti piace, perlomeno ti permette di pagare l’affitto e coprire le spese. Io invece ho fatto qualche dietrofront. Tuttavia di positivo c’è che ho smesso di fumare ed ora bevo solo ogni qualvolta vorrei stringerti e non posso farlo. A motivo di ciò, credo che a breve dovrò fare i conti con la cirrosi. Brindo agli amori autentici, come lo era nostro: gli amori che ti sfiniscono perché troppo intensi, dai quali si fugge per sopravvivere. Tu ne sai qualcosa. Salute.

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