Quante volte ho dovuto ripetermelo e quante volte non mi sono data ascolto.. Sta volta ci sono riuscita talmente bene da superare ogni mia aspettativa. Tu ti ricordi di me? Qualcuno ancora mi ferma per strada e mi abbraccia come se mi conoscesse da una vita, poi comincia a parlarmi, di cosa non saprei: il distacco che sento non mi permette di prestare attenzione, per cui annuisco e distolgo lo sguardo, a momenti alterni, per l’imbarazzo di non riuscire a sentire nessun legame, nessun sentimento di affetto. Sai cosa sono diventati tutti quanti? Estranei che abbracciano — con infinita tenerezza — una persona che non esiste più. Fa uno strano effetto sai.. so che non ti importa saperlo ma ci tengo a renderti partecipe di ciò che mi succede. Alcune volte non vedo l’ora che vadano via, mentre altre vorrei dargli una pacca sulla spalla, guardarli freddamente negli occhi e scaricargli addosso tutta l’immondizia che mi hanno lasciato dentro nel corso degli anni, facendo di me una putrida discarica. Ma di questo vorrei parlartene a tu per tu e non attraverso uno schermo. Magari mentre sorseggi con nonchalance una Brasilena e tenti di rompere il ghiaccio con la cannuccia, distraendoti, come se non ti importasse più di tanto sapere chi sono adesso e che sto dicendo, perché sollevando lo sguardo ed incrociando il mio, ritroveresti comunque la vecchia me, quella che sogna sui libri e ti scrive poesie, che non bada all’apparenza ma alla sostanza, che si emoziona facilmente per sciocchezze, che pensa prima agli altri e mai a se stessa; che ti guarda, come se fossi soltanto tu l’unica cosa al mondo che sia possibile definire felicità, amore, eternità.
Quella Federica che — solo per te — sarà sempre e per sempre la stessa.






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