Non mi aspetto niente. Ho capito che tante cose sono destinate (se di destino si può parlare) ad andare come devono, a prescindere da volontà e ragioni. Ci sono persone che entrano nella tua vita a forza di cose, trasformando progetti e ambizioni in futilità, cambiando radicalmente i tuoi gesti, le tue espressioni facciali, le tue convinzioni. Tu sei molto più di tutto questo, ma spiegarlo non è facile, e come con ogni cosa importante, le parole non possono reggere il confronto. Nella mia mente non c’è spazio per nient’altro che per un paio di occhi — i tuoi — che di speciale non hanno proprio un bel niente, eppure è solo in essi che riesco a vedere me stessa esattamente per quella che sono. Mi disarmi e questa cosa mi da sui nervi, sai quanto odio dover inghiottire il mio stupido orgoglio. È solo che mi manca la tua schiena e le bugie che maneggi con accortezza, è solo che mi manca il male che sai farmi e il profumo che vuoi lavar via; è solo che mi manchi, e adesso quella a chinare la testa sono io. Ti sto chiedendo di tornare. Riavvolgiamo il tempo, riavvolgiamo gli errori e torniamo ad essere quelli di sempre.

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