L’opposto di quello che mi piacerebbe raccontarti l’hai già sentito e adesso, se non avessi paura di farti vedere chi sono realmente, ti direi che: 
non ho mai avuto carezze a cui aggrapparmi 
né mani da stringere 
né occhi miei
né sogni da raccontare 
tantomeno belle parole da custodire 
nei diari di scuola, me l’hanno stracciati
mentre nuda per terra mi disperavo
e quante cose ti..
quante cose
che non ho mai raccontato a nessuno, cassetti della mia mente 
che non ho mai aperto,
pesi che mi porto in silenzioso 
da troppi anni 
l’odio selvaggio con cui ho convissuto vent’anni 
le botte che ho preso 
mi hanno tenuta al caldo
quando sbattendomi a terra
mi chiamava bastarda e urlavo
tra un calcio e l’altro 
“più forte! più forte!”
sperando non la smettesse più;
meritavo tutto 
ed vero 
non so farmi amare 
e non so essere dolce, romantica
come volevi tu
ti facevo schifo, dicevi
che non sapevo starti accanto, non c’ero
quando avevi bisogno di me;
avevi ragione su tutto 
avevi ragione a lasciarmi, hanno ragione 
a farmi perdere, ancora una volta 
non ho imparato dai miei sbagli
li ho solo ingigantiti 
con istruzioni sbagliate che ho trovato qua e là 
Io non sono ciò che scrivo, gli amici pensano e si sbagliano
Io sono esattamente ciò che scrivo
e quella che vedono è la pelle che mi hanno costretta ad indossare  
per tutto questo tempo 
l’insana convinzione che l’amore 
sia fatto di filo spinato
Parlo troppo, lo so
e spesso dico cose che non devo 
o che peggio ancora non penso
Non ho mai creduto di meritare molto 
dalla vita o dalle persone in generale
è l’indifferenza la mia protezione 
e l’aggressività il mio modo, 
debolezza è la mia scrittura, non sfogo
debolezza
quella che non faccio vedere io
e non riesci a vedere tu.

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